Giornata Mondiale del Turismo: L’ecologia ambientale e quella umana

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Turismo Religioso

Un momento di riflessione sul turismo non può che essere “mondiale”. L’ampia geografia, in questo settore, è la cifra caratteristica da sempre. I flussi, infatti, pur andando da punto a punto, convogliano una umanità che si sposta senza confini. Ecco perché quella che si celebra il 27 settembre di ogni anno – la data anniversaria dell’adozione dello statuto dell’Organizzazione mondiale del turismo nel 1970 – è nata da subito come “Giornata Mondiale del Turismo”.

La Santa Sedeha aderito a questa ricorrenza fin dalla sua prima edizione, considerandola come un’opportunità per dialogare con il mondo civile, offrendo il suo apporto concreto, basato sul Vangelo, e vedendola anche come un’occasione per sensibilizzare tutta la Chiesa sull’importanza che questo settore riveste a livello economico e sociale. Senza dimenticare il particolare rilievo che assume nel contesto della nuova evangelizzazione.

A tal riguardo ha sempre vergato un proprio messaggio con una proposta di riflessione. Quello di quest’anno, riprendendo il tema scelto dall’Onu per il 2012, ha come titolo: “Turismo e sostenibilità energetica: propulsori di sviluppo sostenibile”.

Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che firma il testo, ricorda innanzitutto il volume del fenomeno: «Si prevede che durante l’anno in corso si raggiungerà la quota di un miliardo di arrivi di turisti internazionali, che saranno due miliardi nell’anno2030. Aquesti vanno aggiunti i numeri ancor più elevati che il turismo locale comporta».

I numeri da soli però non bastano a rasserenare il settore. «Tale crescita, che ha certamente degli effetti positivi, continua il messaggio, può indurre un serio impatto ambientale, dovuto fra altri fattori al consumo smisurato di risorse energetiche, all’aumento di agenti inquinanti e alla produzione di rifiuti. Il turismo ha un ruolo importante nel conseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, fra i quali vi è quello di “garantire la sostenibilità ambientale”».

La Chiesa, in una ottica di cooperazione e partendo dal proprio specifico, partecipa a questo sforzo per raggiungere un obiettivo comune «sapendo che “la Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico” (Caritas in Veritate, 51)».

Le soluzioni tecniche però spettano a chi ha competenza al riguardo. La Chiesa desidera invece accompagnare questo sviluppo con alcuni orientamenti etici, che sottolineano il fatto che ogni crescita deve essere sempre al servizio dell’essere umano e del bene comune.

«Non possiamo separare il tema dell’ecologia ambientale, prosegue il messaggio, dalla preoccupazione per un’ecologia umana adeguata, intesa come interesse verso lo sviluppo integrale dell’essere umano. Allo stesso modo, non possiamo scindere la nostra visione dell’uomo e della natura dal vincolo che li unisce con il Creatore. Dio ha affidato all’essere umano la buona gestione della creazione».

Pur riconoscendo che le abitudini quotidiane stanno cambiando e che esiste una maggiore sensibilità ecologica il Pontificio consiglio «è anche certo che facilmente si corre il rischio di dimenticare queste motivazioni durante il periodo delle vacanze, nella ricerca di determinate comodità alle quali crediamo di avere diritto, senza riflettere sempre sulle loro conseguenze. È necessario coltivare l’etica della responsabilità e della prudenza, interrogandoci sull’impatto e sulle conseguenze delle nostre azioni».

Questo vale per tutti. Anche per le strutture turistiche ecclesiali.

Lo dice la Dottrina Sociale della Chiesa quando ricorda che «la tutela dell’ambiente costituisce una sfida per l’umanità intera: si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo» (Compendio, 466); lo ha scritto Papa Benedetto XVI – nel Messaggio al VII Congresso mondiale di pastorale del turismo a Cancún nel 2012 – ribadendo che «la nuova evangelizzazione, alla quale tutti siamo chiamati, ci chiede di avere presente e usare le numerose occasioni che il fenomeno del turismo ci offre per presentare Cristo come risposta suprema agli interrogativi dell’uomo di oggi».

Massimo PAVANELLO