Il cammino di S. Agostino in Brianza

AgostinoLa proposta di un pellegrinaggio mariano in Brianza più conosciuto come “Il cammino di S.Agostino in Brianza” o “Il cammino della rosa” che in pochi anni ha allargato i propri confini raggiungendo la Liguria e il Nord Africa (http://www.camminodiagostino.it) – contiene alcuni elementi che in altri contesti non sempre trovano la giusta misura. Mi pare opportuno, quindi, evidenziarli, specialmente per il loro equilibrio.

Il primo dato che emerge da questa composizione è il bilanciamento tra la dimensione locale e quella globale. Il percorso legato al territorio è inserito in un vasto orizzonte di senso (l’Europa, il Paradiso…) che dà respiro al cammino stesso e mette al riparo il viandante da ogni miopia localistica.

C’è poi l’idea della circolarità del tracciato, di una processione che ritorna al punto di partenza. Dove però si arriva solo dopo aver raccolto incontri, narrazioni, gusti, odori. E, quindi, non a mani vuote. E neppure da soli.

La compagnia è, infatti, un altro ingrediente di quest’offerta. Sopra di tutte, spicca quella spirituale. La figura di S. Agostino, evocata esplicitamente, assume qui non tanto la connotazione di finzione letteraria, bensì quella reale di guida che incarna in sé la caratteristica dell’esperienza (lui per primo ha percorso fisicamente tante strade della Brianza) e quella dell’esemplarità trascinante. Trascinante verso una casa ben nota, quella della Madre celeste. Tutti, del resto, nei santuari mariani trovano dimora e tutti in essi si sentono a casa propria.

E a proposito di casa, pensando ad un ideale utente dei sentieri rappresentati, con facilità immagino, tra i molti, anche un gruppo famigliare che, mentre ricerca – fuori della ferialità – un po’ di meritata quiete, consegna alle nuove generazioni i propri valori. Artistici e morali insieme. Un paradigma di comunione del cuore – come visibilmente richiamato dal recente Incontro mondiale delle famiglie – certamente assimilabile a quello menzionato dal catechismo: “Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l’esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere” (C.C.C. n. 166).

L’itinerario, raccolto in una comoda guida oltre che consultabile online, risulta pertanto un modo concreto per rispondere all’invito, formulato dal magistero ecclesiale in questi anni, di curare la trasmissione della fede con nuove opportunità di consegna e con nuovi strumenti.

Non dimenticando tuttavia che il cammino e la strada, qui evocati sin dal titolo, sono per Gesù il luogo abituale della sua catechesi. Un luogo dal quale non si può prescindere né per evangelizzare gli uomini né per incontrare Maria. Il pellegrinaggio terreno del Figlio di Dio, affollatissimo, ha contemplato, infatti, una presenza continuativa, quella della Vergine, che – di là dai molteplici titoli con i quali la devozione l’ha fatta conoscere – resta soprattutto la Madre del cammino.

L’augurio, allora, a quanti s’affideranno a questa pista, è quello di raggiungere nella loro vita la meta sperata. Un traguardo possibile anche attraverso la sintonia con l’auspicio formulato dalle indicazioni pastorali per l’Anno della fede che la Chiesa universale vivrà nel 2012/2013: “Nel corso di quest’Anno sarà utile invitare i fedeli a rivolgersi con particolare devozione a Maria, figura della Chiesa, che «in sé compendia e irraggia le principali verità della fede». È dunque da incoraggiare ogni iniziativa che aiuti i fedeli a riconoscere il ruolo particolare di Maria nel mistero della salvezza, ad amarla filialmente ed a seguirne la fede e le virtù. A tale scopo risulterà quanto mai conveniente effettuare pellegrinaggi, celebrazioni e incontri presso i maggiori Santuari”.

 Don Massimo Pavanello

Responsabile

Pastorale Turismo e Pellegrinaggi

Arcidiocesi di Milano