Il rosario di maggio e le assemblee condominiali

rosarioIl mese di Maggio è da sempre dedicato alla pietà popolare mariana. Anche papa Francesco ha esortato mercoledì scorso alla recita in famiglia della corona. In molti luoghi la preghiera è ancora pubblica e si tiene, oltre che in chiesa, nei cortili delle case. Non ovunque, però. Spesso nei grandi agglomerati è necessario chiedere l’autorizzazione dell’assemblea condominiale per ospitare la statua di Maria e invitare gli inquilini al momento comune. Di là dall’esito, forse, farsi rispettosamente promotori nel proprio palazzo di questa istanza darebbe sale alla testimonianza. Sicuri dei frutti che la specifica orazione mariana è in grado di offrire. Come già Paolo VI nell’Enciclica “Mense Maio” (29 aprile 1965) ebbe a ricordare. Riportiamo qui i numeri iniziali.

  1. All’approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia.

  2. Ci riesce pertanto assai gradita e consolante questa pia pratica del mese di maggio, così onorifica per la Vergine e così ricca di frutti spirituali per il popolo cristiano. Giacché Maria è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso. E che altro significa il continuo ricorso a Maria, se non un cercare fra le sue braccia, in lei e per lei e con lei, Cristo Salvatore nostro, al quale gli uomini, negli smarrimenti e nei pericoli di quaggiù, hanno il dovere e sentono senza tregua il bisogno di rivolgersi, come a porto di salvezza e come a fonte trascendente di vita?

Non sono parole che raccontano di un passato che non c’è più, bensì certezze valide pure per l’oggi. “Questa pia pratica del mese di maggio” resta, al di là delle forme, “così ricca di frutti spirituali per il popolo cristiano”.